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Comunicare in maniera corretta

La comunicazione è composta da diversi livelli di astrazione in cui si collocano i messaggi che forniamo. Su un piano esplicito abbiamo il contenuto, mentre ad un livello di astrazione superiore il meta-messaggio ovvero l’insieme di informazioni sulla relazione che qualificano il messaggio stesso (Bateson). In parole povere il messaggio che si vuole inviare è sorretto oppure contraddetto da tutta una serie di segnali che costituiscono l’aspetto implicito della comunicazione ma che qualificano la comunicazione stessa. Si può fornire un’informazione e contemporaneamente inviare dei messaggi che contraddicono quello che diciamo. Questo può essere molto rischioso se usiamo questa comunicazione nel rapporto di coppia oppure con i nostri figli. Possiamo dire qualcosa ed il suo esatto contrario non permettendo all’altro di qualificare correttamente quello che vogliamo dire. La situazione peggiora ancora di più se l’altro ha la sensazione che decodificando correttamente sia il primo messaggio che il secondo verrà punito o abbandonato o riceverà l’aggressività di qualcuno. Ne consegue, per chi è sottoposto a tale forma di comunicazione continuamente,  un possibile blocco del pensiero: un’impossibilità di pensare o dare un senso alla comunicazione dell’altro.

Ad esempio: se si dicesse ad un adolescente che lui deve andare per la sua strada e che se non riuscisse a diventare una persona importante sarebbe una persona di poco valore e contemporaneamente si mandassero dei messaggi impliciti per evitare un processo di differenziazione, come fargli sentire che noi potremmo star male se lui “crescesse” e che abbiamo sacrificato una vita per lui; se utilizzassimo questa comunicazione contraddittoria dove alcuni messaggi sono esplicitati mentre altri restano nell’implicito, questo non permetterebbe al ragazzo di decodificare correttamente quello che diciamo. Sarebbe soggetto ad un vissuto di fallimento se decidesse di restare il bambino che era da piccolo senza diventare una persona importante e contemporaneamente si sentirebbe in colpa se decidesse di prendere  la sua strada lasciandoci dopo che ci siamo sacrificati per lui. Di conseguenza potrebbe decidere una terza strada ben più rischiosa, ovvero bloccare la propria capacità di pensare e di agire.

Di conseguenza per comunicare bene dobbiamo essere consapevoli di quello che proviamo, nel profondo di noi per evitare che questi vissuti emergano nell’implicito creando dei danni alle nostre relazioni.