Perché mi occupo di prevenzione:

Perché i disagi psicologici, come quelli di natura medica, si manifestano attraverso dei prodromi (segni precoci) che se colti in anticipo e trattati, possono ridurre il rischio di esordi successivi (il manifestarsi di disagi conclamati). Spesso, tali disturbi, giungono all’attenzione clinica troppo tardi con conseguenze negative per il loro decorso. L’intervento precoce è fondamentale per ridurre quel periodo di “non trattamento” spesso determinante nell’esordio o nell’evoluzione di un disturbo.

Che tipo di prevenzione:

Mentre la prevenzione primaria punta ad indentificare le cause di un disturbo, la prevenzione secondaria si focalizza sull’identificazione dei segni precoci di disagio che, in seguito ad ulteriori esperienze, potrebbero evolvere verso malesseri più seri. Esempi di prevenzione secondaria in medicina sono: l’identificazione precoce dei condilomi per  a prevenzione dei tumori dell’utero. Chiaramente la prevenzione primaria è fuori dalla nostra portata ma ci sono importanti prospettive per quella secondari.

Perché prevenire in adolescenza:

In adolescenza la personalità è in trasformazione e gradualmente si stabilizza il funzionamento psichico dell’individuo mostrando il livello evolutivo raggiunto ed il sistema difensivo articolato. Questo periodo può essere caratterizzato da tensioni elevate dovute alla ridefinizione di Sè, possono riemergere problematiche profonde la cui risoluzione comporta la possibilità di sperimentare nuovi legami, di confrontarsi con l’altro sesso e con il gruppo di pari.

I cambiamenti a cui il ragazzo è sottoposto devono necessariamente integrarsi in una nuova unità psichica alla cui base giacciono i modelli relazionali precedentemente acquisiti.

La continua trasformazione cui il ragazzo è sottoposto può comportare un malessere psicologico che può manifestarsi sotto forma di oscillazioni dell’umore, rabbia, passaggi all’atto e via dicendo. Il limite tra “normale” e “patologico” può risultare molto labile data la criticità del momento.

Proprio perché la personalità è in trasformazione, l’intervento in adolescenza può prefigurarsi come un intervento di prevenzione secondaria. E’ proprio in adolescenza che spesso emergono i primi segni di malessere che, se colti in tempo, possono evitare l’emergere di una patologia conclamata.

Attività finalizzate alla prevenzione:

Presso lo studio effettuo Psicoterapie per adolescenti dove pongo particolare attenzione ai fattori di rischio prima che si manifesti un disagio conclamato. Nel lavoro con i ragazzi cerco di valorizzare le proprie risorse personali e di intervenire, là dove possibile su dinamiche familiari disfunzionali. Alla terapia individuale spesso si affiancano dei colloqui con i genitori oppure dei gruppi di sostegno per adolescenti o gruppi di supporto alla genitorialità. Sul territorio, invece, ho portato aventi diversi progetti di prevenzione finalizzati alla creazione di una rete per osservare segni precoci di malessere, accogliere la persona e valorizzare i suoi punti di forza intervenendo sulle aree disfunzionali. Presso le scuole mi sono occupata di formazione insengnati, genitori, laboratori per adolescenti, formazione dei leaders, gruppi socializzanti, progetti contro il bullismo ed altro.

Da dove proviene l’interesse per la prevenzione:

Dal 2004 al 2006 ho iniziato la mia esperienza a contatto con i disturbi mentali gravi (Comunità Terapeutica “La Castelluccia”, Comunità Riabilitativa “Villa Bona”) a cui ha fatto seguito una lunga esperienza (2004-2007) in un reparto per adolescenti (Clinica Villa Armonia Nuova) alle prime fasi di disturbi psichici di varia natura (2005-2008). Durante quel periodo è emerso un profondo interesse per gli adolescenti e per la prevenzione. L’obiettivo del mio lavoro, in linea con il modello di Birchood in Inghilterra e di vari gruppi di lavoro in Italia (Chocchi e Meneghelli a Milano, Balbi a Roma ed altri), era identificare precocemente i segni di un disagio prima che questo potesse stabilizzarsi (prevenzione secondaria). L’intervento, oltre che psicoterapeutico, si realizzava attraverso un lavoro di rete in grado di creare dei supporti sociali adeguati. In particolare, la “formazione insegnanti/genitori/medici di base” era volta a sensibilizzare la popolazione a contatto con quella giovanile al disagio e cogliere eventuali segnali di rischio, mentre le attività pratico-concrete con i giovani puntavano a creare un ambiente esterno in grado di valorizzare le risorse personali di ognuno.  La filosofia sottostante è che anche un aspetto sintomatico può diventare una risorsa se utilizzato nel giusto contesto. Durante il mio lavoro con i casi a rischio valorizzava l’esperire quotidiano come base dello sviluppo mentale.

 In seguito a questa esperienza ho fondato, insieme ad altri psicologi, l’Associazione IdeaMente rivolta alla prevenzione dei disagi psicologici adolescenziali e promozione della salute mentale. Attualmente sono presidente questa organizzazione. Dal 2006 ad oggi ho svolto per l’Associazione diverse attività (progettazione, formazione, sportelli d’ascolto ecc) tra cui assistenza psicologica domiciliare e supporto al ruolo ai giovani a rischio di disagio, per ricostruire attraverso esperienze pratico-concrete, le funzioni simboliche a volte  compromesse nelle situazioni di rischio. Ho iniziato, inoltre, un intenso lavoro nelle scuole finalizzato a prevenire il disagio giovanile. Dal 2006 ad oggi mi sono dedicata  alla ideazione e alla stesura di progetti di prevenzione del disagio nonché alla coordinazione dell’equipe per la loro realizzazione.. Nelle scuole ho svolto attività di “formazione Insegnanti” e “formazione Genitori” per sensibilizzare gli adulti al tema delle problematiche psicologiche giovanili e l’identificazione dei fattori di rischio. Ho tenuto Sportelli d’ascolto rivolti agli adolescenti e gruppi di sostegno psicologico di varia natura (gruppi lettura di testi musicali, peer-education, gruppi socializzanti, gruppi produzione video contro il bullismo). L’attività inizialmente finanziata dalle scuole, ha ricevuto in seguito 2 finanziamenti provinciali fino alla realizzazione di progetti comunali biennali contro il bullismo. Nel 2010 mi sono dedicata alla progettazione e scrittura del “Progetto di Prevenzione e Contrasto del bullismo NO BULLISMO FATTI SENTIRE” e “Progetto di Educazione Alla legalità e contrasto del Bullismo” e ho partecipato a due bandi promossi e coordinati rispettivamente dal Comune di Roma Servizi Educativi e Scolastici e dal Dipartimento Promozione Sociale. Entrambi i progetti hanno vinto la gara pubblica. Nel periodo successivo mi sono dedicata al lavoro di selezione dei professionisti coinvolti, coordinamento dell’equipe di lavoro, interfaccia con il comune, con le scuole e con le strutture coinvolte per la realizzazione del lavoro. In particolare i progetti prevedevano il coinvolgimento attivo dei ragazzi nella produzione di un cortometraggio contro il bullismo; sportelli d’ascolto psicologico; attività di produzione di materiale pubblicitario contro il bullismo; formazione dei leaders, formazione insegnanti; formazione genitori; attività sportive contro il bullismo; attività di volontariato presso altre strutture; gruppi socializzanti ed altro.

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