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Reprimere le emozioni aumenta il rischio di sintomi depressivi

La società di oggi ha portato gli individui ad uniformarsi ad uno standard condiviso. Soprattutto le donne oggi devono rispondere ad una serie di richieste ambientali tra loro contraddottorie. E’ sempre più diffuso il prototipo della donna manager: bella, ricca ed efficiente sul lavoro. Allo stesso modo la donna dovrebbe conservare aspetti materni, di empatia, di seduzione spesso difficilmente conciliabili tra loro. Nelle società occidentali questo è molto frequente, ma anche in culture diverse tra loro spesso si richiede alle persone e alle donne in particolare,   di uniformarsi ad uno standard culturale. Dissimulare le emozioni diventa allora, come sostiene Cherly van Daalen-Smith della York University School of Nursing di Tornoto, una sorta di strategia di sopravvivenza simile a quella messa in atto dai camaleonti. Reprimere le emozioni, però, non sempre conduce ad una “sopravvivenza felice”. Therese Grant e collaboratori, del dipartimento di psichiatria e schienze del comporamento della University of Wachington School of Medicine, hanno intervistato 233 madri appartenenti a diversi gruppi etnici, con problemi economici e di abuso di alcol. L’analisi delle risposte pubblicato su “Community Menthal Health Journal” ha rivelato che mettere sotto silenzio le emozioni è una vairabile che incide sul rischio di sviluppare sintomi depressivi. Nelle società occidentali questi sintomi sono spesso associati ad un senso di insoddisfazione per il proprio corpo e a disturbi alimentari (Francesco Cro, Mente e Cervello).