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Abuso di alcol e identificazione delle emozioni

Le condizioni di abuso da alcol oggi sembrano in preoccupante aumento. Diversi sono gli studi che hanno cercato  identificare i fattori correlati al fenomeno. Secondo una ricerca condotta dall’equipe del Pro. Janiri presso il policlinico A. Gemelli di Roma e pubblicata sulla rivista “dipendenze patologiche”, i soggetti che abusano di alcol o sostanze, molto spesso, sono incapaci di riconoscere ed indentificare le proprie emozioni nonchè di differenziare gli stati emotivi da quelli corporei.

La presenza di una percentuale di alessitimici (ovvero di soggetti incapaci di riconoscere le emozioni) all’interno del campione di studio pari al 41% , sembrerebbe  confermare l’ipotesi che vede la dipendenza patologica e l’abuso di alcol come condizioni  dettate dall’incapacità di riconoscere vissuti emotivi i quali, nell’impossibilità di essere regolati, verrebbero “attutiti” mediante l’uso di sostanze. Un’ipotesi alternativa considera l’uso di alcol e sostanze come tentativi di “sentire le emozioni” e quindi la propria corporeità ed il senso di sé, tramite esperienze eccitanti tali da generare stati di alterazione corporea idonei a ripristinare un istantaneo senso del proprio esistere. La ricerca evidenzia anche la presenza di una correlazione significativa in un campione di soggetti che abusavano di sostanze.  La relazione  tra le due dimensioni permette di concludere che l’alessitimia possa essere associata all’impulsività o che il primo fattore possa predisporre, in determinati contesti, all’emergere del secondo. I soggetti alessitimici, infatti, sono incapaci di riconoscere i motivi che li spingono ad esprimere determinate emozioni, hanno difficoltà a concepire la mente dell’altro e mancano di empatia: vista l’alterazione del processo che li porterebbe a riflettere sul sé e sull’altro, sarebbero portati a passare all’atto senza la possibilità di sintetizzare le proprie esperienze emozionali in rappresentazioni mentali e senza potersi calare in una reale relazione di scambio (Ortolani et al, 2007).

Dunque la capacità di leggere le proprie emozioni giocherebbe  un ruolo chiave in alcune forme di dipendenza. Un lavoro di mentalizzazione (Fonagy) ovvero di graduale rapprensetazione dei propri stati emotivi potrebbe giocare un ruolo importante nella prevenzione e nel trattamento di questi disturbi.